l’esame delle urine

infezioni, tumori, malattie autoimmunitarie, calcolosi, colesterolo, educazione alimentare

con pochi euro puoi avere un rapporto dettagliato della tua salute!

Esame delle urine

“Un semplicissimo esame, economico ma ricco d’informazioni”

 

L’esame delle urine è un semplice esame, economico, non invasivo  che svela moltissime informazioni che riguardano la salute del paziente ma spesso trascurato e a volte neanche richiesto.

Tutti quanti sanno quanto è importante l’elettrocardiogramma per il nostro cuore, ma non tutti sanno invece quando è fondamentale saper leggere correttamente un esame delle urine, poiché questo esame  fornisce informazioni dettagliate sulla  salute non solo dei nostri reni, ma anche del cuore, del metabolismo in generale, le nostre abitudini alimentari, eventuali assunzioni di droghe o particolari farmaci (utile in caso di controlli anti doping) e molto altro ancora.

In breve

Ecco le informazioni che può fornire un semplice esame delle urine raccolto correttamente in un contenitore sterile

  • infezioni localizzate nella vescica, rene o in qualunque tratto delle vie urinarie, (l’esame delle urine con antibiogramma chiamato urinocoltura non solo permette di identificare l’agente patogeno responsabile, ma indica con precisione quale antibiotico prescrivere).
  • Tumori a carico del rene della vescica e di qualunque tratto delle vie urinarie
  • Diabete, malattie cardiache, ipertensione arteriosa, malattie epatiche
  • Colesterolo e trigliceridi elevati
  • Malattie renali, autoimmunitarie
  • Gotta
  • Intossicazioni da farmaci
  • Malattie metaboliche, ematologiche
  • Rigetto di trapianto renale
  • Identifica la natura dei calcoli renali e fornisce informazioni di terapia per prevenirli
  • Abitudini alimentari (troppo o poco consumo di carne, verdura…) ect

È impressionante le infinite informazioni dettagliate sulla nostra  salute che può fornire questo semplicissimo ed economico e non invasivo esame delle urine, ricordate di richiederlo sempre durante i vostri periodici controlli.

Per concludere le urine che eliminiamo ogni giorno, non solo forniscono preziose informazioni sullo stato delle  nostra salute ma sono in grado di indicare una idonea terapia.

 Per approfondire

E’ l’esame fondamentale della diagnostica nefrologica.

Per una corretta esecuzione dell’esame si consiglia di procedere come segue:

  • Va eseguito sulla prima minzione del mattino (le urine sono più concentrate)
  • Accurata pulizia dei genitali, specie nelle donne
  • Eliminazione del primo getto, tranne che il sospetto sia di Uretrite.
  • Portare il campione in laboratorio nel più breve tempo possibile dalla minzione

con l’ esame delle urine è possibile fare le seguenti indagini:

  1. Indagine fisica
  2. Indagine chimica
  3. Indagine macroscopica
  4. Indagine microscopica
  5. Studio microbiologico

Indagine fisica

Durante l’indagine fisica si valutano i seguenti aspetti

  1. Aspetto: abitualmente limpido, diventa torbido per la precipitazione di sali minerali (fosfati in ambiente alcalino, urati in ambiente acido), ma anche per la presenza di muco, cellule di sfaldamento, di leucociti ed emazie; può essere infine lattescente nelle chilurie.
  2. Colore: abitualmente giallastro può variare per lo stato di concentrazione delle urine, ipercromiche, se molto concentrate, o pallide, se particolarmente diluite. Le vriazione nel colore può essere dovuto alla presenza di sostanze endogene o esogene. Nell’ematuria (sangue nelle urine), ad esempio, possono variare dal classico aspetto a lavatura di carne fino al colore marsala.
  3. Odore: sui generis
  4. Densità: in condizioni normali il peso specifico delle urine varia da 1002 a 1040. Valori superiori a 1025 esprimono una normale capacità del rene a concentrare, la presenza di valori inferiori a 1007 è definita ipostenuria, valori intorno a 1010 isostenuria.
  5. Osmolalità: misura il numero delle particelle sciolte in una soluzione ed è considerata un indice della capacità di concentrazione del rene. L’osmolalità normalmente varia da 40-80 e 900-1440 mOs/k

Indagine chimica 

  1. pH 4,5-6 Il pH, usualmente acido al mattino, può oscillare ampiamente durante il giorno, specie in rapporto all’alimentazione. Una alcalinità persistente può essere indice di un’infezione del rene e delle vie urinarie di germi produttori di ureasi (proteus, pseudomonas…). Lo studio del pH è altresì importante nella litiasi: -un pH basso favorisce la precipitazione di ac. Urico indissociato e cistina -un pHsup. a 7 favorisce la cristallizzazione del fosfato di calcio, dell’urato di sodio e della struvite.
  1. Proteinuria: non evidenziabile con i metodi di routine ed in condizioni normali, nelle urine del mattino. E’ uno dei primi segni di patologia renale. L’ultrafiltrato glomerulare contiene proteine a basso peso molecolare che vengono totalmente riassorbite nel tubulo, nell’urina definitiva sono contenuti meno di 150 mg/24h. La proteinuria patologica è quindi indice di patologia glomerulareo tubulare.

Esame macroscopico

  1. Il sedimento urinario: Le urine di soggetti sani contengono un certo numero di cilindri, emazie e leucociti. E’ considerato normale, per una diuresi giornaliera di 1.000-1.500ml l’eliminazione di un massimo di 500 eritrociti/ml, 2.000 leucociti/ml, 15 cilindri/ml. Nell’indicazione per campo microscopico (400x) potremo ritrovare 1 emazia, 1-2 leucociti ed un occasionale cilindro.
  2. La presenza di emazie: Sono in genere espressione di un’affezione urologica le emazie ben conservate, invece le emazie polimorfe, mal conservate, alterate per fenomeni di frammentazione o estrusione del citoplasma vengono invece considerate di origine glomerulare. Sono però presenti anche quadri atipici: emazie ben conservate nella glomerulonefrite di Berger, emazie mal conservate nella calcolosi urinaria e nelle prostatiti croniche.
  3. Le cellule tubulari: epiteliali Difficilmente riconoscibili a fresco sono di raro riscontro nel sedimento normale, ma sono presenti in un 90% delle glomerulonefriti, nelle forme acute possono rappresentare il 20% di tutte le cellule nucleate. Possono andare incontro a pinocitosi, carioressi, vacuolizzazione, infarciomento di lipidi (corpi ovali grassi che a luce polarizzata formano immagini «a croce di Malta»
  4. Le cellule epiteliali In passato erano state distinte in cellule delle alte, medie e basse vie, in realtà, ad eccezione del trigono, tutte le vie urinarie sono rivestite da uno stesso epitelio pluristratificato, la differenza sta nello strato di provenienza.
  5. Le cellule basali: piccole, rotondeggianti e poliedriche con un unico nucleo e scarso citoplasma.
  6. Le cellule intermedie: dimensioni e forma variabile
  7. Le cellule superficiali: grandi, piatte, ovali o poliedriche «a ombrello», di frequente polinucleate.
  8. I granulociti Nella maggioranza dei casi costituiti da neutrofili, piuttosto rara è la presenza di eosinofili, la linfocituria è di notevole interesse perché spesso presente in corso di rigetto del rene trapiantato.
  9. I cilindri Sono formazioni di materiale proteico precipitato nei lumi tubulari, sono in parte costituiti dalla proteina di Tamm Horsfall (prodotta dalle cellule tubulari). La precipitazione è favorità da urine concentrate ed acide, a pH alcalino tendono a dissolversi, difatti nell’IRC con poliuria e pH alcalino sono di difficile riscontro nonostante il danno parenchimale. Nella pielonefrite cronica si possono registrare pochi cilindri in quanto gli stessi restano intrappolati nel rene. In base alla struttura i cilindri possono essere distinti in ialini, cellulari (ematici, epiteliali, granulocitari), granulosi cerei, misti; in base alla dimensione in piccolo, medio e largo diametro.

I cilindri si dividono in

  • Cilindri ialini: sono presenti in tutte le nefropatie, con o senza proteinuria, ma anche in soggetti sani, negli ipertesi sono un indice di compromissione renale.
  • Cilindri granulosi: sono costituiti da matrice e granuli derivati probabilmente da detriti cellulari. Spesso hanno un significato patologico
  • Cilindri da shock: elementi granulosi poco compatti, ovali che compaiono nell’ischemia renale acuta
  • Cilindri con inclusioni lipidiche: sono spesso indice di sindrome Nefrosica
  • Cilindri emoglobinici: compaiono nelle emolisi acute (errori trasfusionali, favismo, da farmaci)
  • Cilindri emosiderinici: compaiono nelle emolisi croniche
  • Cilindri ematici: sono emazie incluse in una matrice ialina indicativi di nefropatia con ematuria
  • Cilindri epiteliali: cellule tubulari desquamate incluse in una matrice proteica, hanno il significato di una sofferenza renale attiva e acuta.
  • Cilindri cerei: si ritiene rappresentino la trasformazione finale di ogni cilindro che è rimasto a lungo nel parenchima renale, è un marker di grave danno

Indagine microscopica

Serve per svelare la presenza di cristalli che diventano i precursori dei calcoli

  1. Cristalli di acido urico: morfologia «a foglia di ulivo», «a botte», «a schegge di vetro», colorazione gialla o bruno rossiccia (dovuta all’uricina), si osservano in urine acide.
  2. Cristalli di ossalato di calcio: morfologia «a busta di lettera» e «a dischi biconcavi», si osservano principalmente in urine acide.
  3. Cristalli di cistina: morfologia esagonale, regolari, molto trasparenti ed incolori.
  4. Cristalli di fosfati: morfologia a forma prismatica «a coperchio di bara».

Indagine microbiologica

Nello studio delle infezioni del rene e delle vie urinarie sono molto importanti la ricerca di batteri, la loro identificazione e lo studio della sensibilità antibiotica.

L’esame delle urine va effettuato sulle urine del mattino, sul mitto intermedio e dopo accurata toilette dei genitali.

Un valore di almeno 100.000 germi/ml ha l’80% di possibilità di indicare una batteriuria significativa, se il conteggio è <10.000 l’esame è negativo, i risultati intermedi sono indicativi per la ripetizione dell’esame.

Bibliografia

Malattie dei Reni e della Vie Urinarie – F. P. Schena e Selvaggi

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